Il Conflitto tra Cielo e Terra
Una Lettura Reichiana dell’attacco USA-Israele contro l’Iran
Il 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi militari contro l’Iran. Al di là delle motivazioni ufficiali, la cui veridicità può essere oggetto di dibattito, il conflitto si inserisce in un complesso quadro astrologico e psicologico.
Secondo Wilhelm Reich, allievo di Freud e fondatore della bioenergetica, la violenza e le nevrosi di massa — come il fascismo e la guerra — traggono origine dalla repressione dell’energia vitale, da lui definita “orgone”. Per Reich, una società che nega il piacere e l’espressione creativa genera inevitabilmente individui e comportamenti distruttivi.
In ambito astrologico, Nettuno è il pianeta che incarna la visione, i sogni e una creatività capace di trascendere la realtà materiale. Attualmente stiamo vivendo l’ingresso di questo pianeta nel segno focoso dell’Ariete, dove sosterà per i prossimi 13-14 anni. L’ingresso di un pianeta transpersonale in Ariete genera sempre impulsi significativi, ma in questo caso siamo di fronte a un evento eccezionale: una congiunzione tra Saturno e Nettuno a 0 gradi dell’Ariete. Si tratta di una configurazione rarissima che, secondo i calcoli astronomici, non si verificava dal 4300 a.C.
Mentre Nettuno spinge verso l’espansione creativa, Saturno agisce come il pianeta del rigore, dei limiti e del contenimento. La loro congiunzione rappresenta dunque un tentativo di limitare o negare l’energia creativa nascente. Nel segno dell’Ariete, questa tensione può alimentare sentimenti di ribellione contro i governi o le autorità, sfociando potenzialmente in violenze, attentati o conflitti diretti contro chi viene percepito come un nemico della società.
Saturno cerca di dare forma al sogno di Nettuno, ma come vediamo il rischio è che questa “forma” sia una trincea. Tuttavia, Reich insegnava anche che la consapevolezza della repressione è il primo passo verso la liberazione. Forse questo transito estremo, pur nel suo potenziale distruttivo, costringerà l’umanità a guardare in faccia i limiti di una geopolitica che manca di creatività riducendosi all’uso della forza.



